Ko Uchi Gari


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Nage Waza

Ashi Waza

Ko Uchi Gari

Ko Uchi Gari, piccola falciata interna, figura già nei go kyo del primo '900. Esistono diversi approcci a questa tecnica e tutte vertono sulla posizione del piede di uke che deve essere "falciato". Una cosa certa è che, se il peso di uke grava sul piede in questione, la falciata diventa impossibile. Quindi il piede deve essere in movimento o, altrimenti, bisogna intervenire con le braccia e con il il movimento del corpo per alleggerirne il peso. Sulla direzione della falciata esistono due indirizzi principali, uno che tende a spingere verso l'esterno allargando la base di appoggio di uke (vedi film a sx) ed un altro che cerca di portare il piede a sè, verso l'interno eliminando l'appoggio a terra (vedi foto a dx).
A sx, Olimpiadi di Tokyo 1964. Ko Uchi Gari vincente di Isao Okano. La tecnica mira ad allargare le gambe di Uke fino a farlo cadere. La gamba di Tori é distesa e punta verso l'esterno, aprendosi quasi in "spaccata" A dx, 1915, circa, Ko Uchi Gari -Tori: K.Samura, Uke: T.Karino. La tecnica viene eseguita sul piede avanzato di Uke. Da notare che l'azione viene svolta a sx con una presa a dx.
Nella sequenza a sx, Tori s'inserisce sul movimento avanzante della gamba dx di Uke e, anticipandone l'appoggio a terra, lo devia verso l'esterno allargandone la base fino a farlo cadere. Quando Tori spingendo con tutto il corpo gli cade sopra avvolgendosi, quasi, senza falciare (sequenza a dx) l'azione è da consderarsi come un Makikomi.