9. Necessità della forza.
E tradizione antica che, nel tai jitsu o nel ju jitsu, chi ha maggiore forza fisica ha più probabilità di essere battuto e che la forza sia un danno più che un beneficio. Ma questo é un grave errore. Se le altre qualità sono uguali il più forte vince. E comunque vero che possa succedere che una persona meno forte possa, grazie alle sua capacità tecniche, prevalere su un'altra fisicamente più forte. Ancora, uno che possiede molta forza é portato a far conto su di essa, spesso applicandola in disaccordo con i principi del judo. Egli potrà vincere su persone più deboli, ma mai prevalere su una persona che sia tecnicamente molto abile o che sia dotato di pari o maggior forza di lui. Inoltre così facendo acquisirà una serie di cattive abitudini che, entro breve tempo, costituiranno un grosso ostacolo per il suo miglioramento. Questo fatto sembra essere il motivo principale di quellantico modo di pensare del ju jitsu. Non é sbagliato che uno abbia tanta forza, ma che impieghi tutti i suoi sforzi esclusivamente per aumentarla. Comunque se un uomo forte presta molta cura nellapprendere i principi del judo non ci sono problemi poiché non lapplicherà mai nel modo sbagliato, il suo miglioramento non incontrerà ostacoli e sarà capace di farne il miglior uso possibile. Se i grandi maestri di judo nei primi anni avessero avuto più forza sarebbero stati molto più efficienti. In sintesi, la forza é molto necessaria: per mantenere la propria posizione, rompere lequilibrio dellavversario e applicare su di lui delle tecniche. Gli allievi di judo dovrebbero coltivare la propria forza per saperla usare quando si renda necessario.
10. Armonia di ossa e muscoli.
Relativamente al rompere lequilibrio dellavversario, é poco efficiente tirarlo o spingerlo usando solo la forza delle braccia. Se usate la forza avventatamente sarete voi ad essere squilibrati e sarete battuti. Relativamente al proiettare mantenendo la posizione naturale, dovrete avere ossa e muscoli sviluppati in modo armonico in modo tale da poterli controllare. Sebbene il vostro avversario sia fuori equilibrio e presenti quindi una buona occasione, anche se voi siete sicuri di riuscire, se applicate una tecnica voi non riuscirete ad eseguirla se le vostre braccia, gambe e tutto il corpo non si muoveranno armonicamente, cioé, che la trazione delle vostre braccia e il movimento delle gambe lavorerino in opposizione fra loro, oppure, che le vostre anche, spesso così importanti nel judo, non lavorino mentre gambe e braccia sono all'opera.
Un esercito non può vincere una battaglia se fanteria, cavalleria, artiglieria e genieri non collaborano. Così avviene con il judo. Ogni muscolo ed ogni osso devono lavorare in concerto tra loro.
Gli allievi di judo sono pregati di dedicare particolare attenzione a questo argomento. Essi devono studiare il modo di muovere i piedi e il busto al fine di mantenere una giusta posizione. Dovrebbero imparare quando tirare e spingere i loro avversari, per squilibrarli. Dovrebbero sapere come usare le diverse parti del corpo in relazione alle diverse tecniche che desiderano applicare. Studiando questi argomenti dovrebbero riuscire ad armonizzare tutte le parti del loro corpo.
11. Senso di percezione dei muscoli.
In judo abbiamo i termini sen, go no sen e sen no sen. Per sen sintende che uno prenda liniziativa, rompa lequilibrio dellaltro e applichi delle tecniche approfittando della prima opportunità che gli si offre. Per sen no sen e go no sen sintende che quando laltro rompe la nostra posizione noi ritorciamo la sua tecnica a nostro vantaggio rompendo la sua posizione oppure, avvalendoci della sua posizione dopo lattacco, a nostra volta lattacchiamo o, in altre parole contrattacchiamo. Questo é di grande importanza nel combattimento. Nel judo, se usate solo gli occhi per capire in quale direzione stia andando il vostro avversario e quale sia la tecnica più adatta per intervenire, arriverete sempre in ritardo. Lopportunità é un attimo che fugge via. Pensate che sia il momento giusto per attaccare quando ormai é troppo tardi. Quindi dovete percepire il momento ancor prima che appaia ai vostri occhi e anticipare il momento dellazione. Per tutto questo gli occhi non sono sufficienti. Voi dovete affidarvi al senso di percezione dei vostri muscoli. Per esempio, nel go no sen é questione di un attimo il trasformare un successo in un fallimento. Non cé altro modo per capire se lopportunità é a portata di mano se non affidarvi al senso di percezione dei muscoli. Talvolta il judo é come praticato al buio. Questo perché noi, con il senso di percezione muscolare, possiamo sapere sia lo stato dell avversario che il nostro. Listinto dovrebbe suggerire la cosa giusta da fare al momento giusto. Il cosiddetto occhio della mente che significa percepire con la mente e non con gli occhi, non é nientaltro che il senso di percezione muscolare. Esso si sviluppa gradualmente con la costante pratica del judo, ma si svilupperà lentamente a meno che non prestate attenzione allallenamento fisico e mentale così come allo studio dei principi del combattimento.
12. Attività mentale.
Si é già visto come sia importante, in judo, rompere la posizione dellavversario utilizzando tutto il corpo e mantenere la posizione naturale mentre si applicano delle tecniche nei suoi confronti. Ma ci vogliono parecchi allenamenti fisici e mentali, oltre a tanta pratica, prima di arrivare a questo livello. Può capitare che, pur riuscendo in allenamento, con poco sforzo, a mantenere la propria posizione naturale, rompere lequilibrio dellavversario e applicare delle tecniche, spesso non riesca, in combattimento, a muoversi liberamente e in modo disinvolto assumendo un atteggiamento del corpo e rigido; spesso non riesce a squilibrare lavversario, perdendo lui stesso lequilibrio, oppure non riesce ad applicare una tecnica anche se si presenta la giusta occasione. Tutto questo avviene per la paura dellavversario ed ha una grande rilevanza nel combattimento. L'allenamento mentale é ancora imperfetto. Se vi dovesse accadere di perdere la pazienza potreste perdere la coscienza della relazione fra voi e lavversario per non parlare delle altre circostanze. In questi casi, non cogliendo la posizione dellavversrio, né quale parte del suo corpo sia rimasta indifesa, applicherete la vostra forza senza controllo, con suo grande vantaggio, per trovarvi alla fine sconfitto. Ancora, se sottovaluterete il vostro avversario e abbasserete la vostra guardia gli offrirete unottima opportunità, con il risultato di perdere inaspettatamente. Tutto ciò avviene a causa del vostro imperfetto allenamento mentale. Lallievo di judo deve quindi coltivare la sua mente; non deve mai aver paura, mai perdere la pazienza, mai abbassare la guardia; ma deve essere freddo e calmo e non con la testa distratta; deve agire con velocità e raziocinio secondo le circostanze. Deve essere abile e coraggioso sia in attacco che in difesa. Questi antichi versi Giapponesi probabilmente esprimono meglio il significato di questi punti.
Sullo stagno di Sarusawa,
la luna luminosa si riflette,
ma lei non pensa niente di questo,
né dellacqua dello stagno sotto,
che le permette di spiare quello che fa.
Monte Tsukuba,
così coperto di rami e foglie
sembra che niente possa vedersi attraverso essi;
Ma arriva tremolante fra i rami
la luce della luna che si leva.
Un ippocastano,
quando é spazzato via dalla piena,
che corre violenta e sfrenata,
deve sacrificare la sua natura,
per poter galleggiare sulle acque.