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JUDO KYOHAN

Sakujiro Yokoyama - 1915

Traduzione a cura di P.Crugnola

Introduzione
Il numero di persone che pratica judo é aumentato parecchio ultimamente, ma gli insegnanti sono proporzionalmente pochi. Ci sono persone che, sebbene desidirino praticare l’arte, abbandonano l’idea semplicemente perché non riescono a trovare un insegnante adatto. Anche coloro che sono così fortunati da averne uno non riescono a praticare le lezioni come vorrebbero perché gli allievi sono troppi. Per questi motivi, il judo é praticato in modo sbagliato e con metodi errati. Tutto ciò é molto increscioso. Il presente libro é stato fatto con l’intento di colmare in parte questa lacuna e fornire un aiuto agli allievi.
In questo libro abbiamo provato a trattare i principali argomenti del judo in un linguaggio chiaro e semplice, evitando difficili teorie e spiegazioni scientifiche. Non é necessaria un’approfondita conoscenza per comprendere questo libro; qualunque persona che abbia completato le scuole elementari può capirlo. Molta attenzione é stata prestata nella spiegazione delle tecnica in modo che il lettore possa facilmente comprenderne il rapporto con la posizione dell'avversario. Le relazioni fra tecnica e tecnica e gli innumerevoli cambi di situazione non possono essere previsti. Perciò, come portare l’avversario in una posizione svantaggiosa, come evitare questa o quella tecnica, o come ricondurla a nostro vantaggio, sono tutte cose che non possono essere spiegate solamente a parole. Inoltre, in una questione così delicata come la tecnica, la parola scritta, ancor più di quella parlata, mal si presta ad una esauriente spiegazione. Alcune cose possono essere percepite solo telepaticamente. E‘, perciò, nostro più serio desiderio che i lettori considerino questo libro come stimolo per approdare a studi superiori.
Alcune delle immagini sono tratte dal Dai Nippon Butokukai ( Società Giapponese per la Promozione del Bushido), ma la maggior parte sono state fatte appositamente per questo libro dagli autori. Il combattimento non é illustrato e si raccomanda ai lettori di far riferimento alla numerazione.
I principi proposti in questo libro sono quelli di Jigoro Kano, fondatore e istruttore del Kodokan, e su nostra richiesta egli ha gentilmente revisionato la nostra edizione dandoci suggerimenti molto preziosi. Siamo molto grati di questo onore ed esprimiamo i nostri sinceri ringraziamenti per il suo aiuto.
Infine, abbiamo molto piacere nel riconoscere l’aiuto, diretto e indiretto, per le immagini a: K.Imai, K.Aoyagi, M.Tanabé, Y.Yamashita, H.Isogai, S.Nagaoka, H.Sato, K.Samura, K.Mifune, K.Osumi, T.Karino, Y.Handa, K.Kuga, K.Yasukuni, A.Suwabe, tutti esperti dell’arte del judo.
Sakujiro Yokoyama
(1860 - 1938) Soprannominato "oni" (diavolo), per il suo carattere violento e aggressivo fu uno dei quattro "shitenno" (guardiani del tempio), preposti alla difesa fisica e spirituale del primo Kodokan. Dotato di forza e muscolatura prodigiose, sotto la guida di Jigoro Kano progredì nella tecnica judoistica fino a raggiungere, per primo, il grado 8°dan. Fedele all'etica samurai al punto di condividerne gli aspetti più estremi, come il disprezzo per la propria vita e per tutto ciò che ad essa potesse nuocere, compreso l'alcool (di cui era un fortissimo consumatore!), morì ucciso in un duello per strada. Il motivo fu l'osservanza di una vecchia abitudine samurai, il katana-ate, un costume isterico secondo il quale chiunque sfiorasse anche solo il fodero della katana, la spada che ogni samurai portava al proprio fianco, fosse passibile di essere sfidato a duello.