LA GARA DI JUDO-EDUCAZIONE
Judo-educazione é per tutti, ma acquista importanza nell'età formativa
Siamo atleti o judoisti?
L'atleta si allena in palestra.
Il judoista pratica nel dojo.
In palestra l'allenamento prepara il campionato.
Il judo-educazione usa un torneo per completare la pratica del judo.
L'atleta vince ad ogni costo: per squalifica, per decisione, per vantaggio tecnico.
Il judoista mira alla vittoria globale: l'ippon magistrale che lascia ammirato l'avversario, incantato il pubblico, cosÏ anche il judo vince.
Nel ju-sport non si bada alla posizione.
Nel ju-do più importante di vincere ad ogni costo é come si vince e la postura, lo stile, acquistano importanza.
Nella gara sportiva tutto é pronto per l'atleta, che deve concentrarsi.
In judo-educazione la gara prevede ospitanti e ospitati, che a un certo momento si affrontano nello stato di mu-shin, come per la strada si reagisce a un'aggressione:
Oggi ci affrontiamo in rappresentanza delle nostre Scuole, ma domani saremo insieme a costruire il mondo.
Nella gara sportiva l'atleta é presentato come l'attore di uno spettacolo.
Nella gara di judo il pubblico partecipa ad una cerimonia
in cui un giovane affronta una prova della vita
in cui esiste il rispetto per quei figli che abiteranno in case in cui a noi non é concesso di entrare neppure col pensiero
la gara di judo riprende idealmente l'iniziazione guerriera.
In campionato ci sono avversari da battere.
Nel judo si supera se stessi, come nella sfida a chi arriva primo alla fermata del tram: se oggi sono più bravo insegnerò a te, se sei più bravo imparerò da te.
Il judo-educazione vuole cancellare le barriere tra gli umani
non usa categorie di peso, ma il combattimento viene equilibrato tra pesi simili
maschi e femmine insieme: alla donna é dato un vantaggio che userà per trovare fiducia in se stessa; mentre il maschio la tratterà cavallerescamente. In gara la donna non userà la seduzione, come l'uomo la forza;
in gara accogliamo anche i disabili che hanno percorso la strada dell'integrazione dando loro un vantaggio e modificando la prassi per i disabili fisici; mettendo a prova tutti nel saper vincere e perdere
non c'é premio per il vincitore, ne siamo orgogliosi, ma l'essere umano ha diritto all'azione, non ai suoi frutti.
