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Il KI questo sconosciuto di Paul Crugnola Novembre 2004 |
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Penso che, chiunque abbia avuto a che fare con l'oriente e le cosiddette arti marziali, abbia sentito parlare almeno una volta del ki. Parola sintetica e, nel contempo, misteriosa, ha rovinato i sonni di parecchie persone, tutte tentate dal desiderio di sviscerarne i reconditi significati. Esistono parecchi testi sullargomento che, una volta letti, sembrano dare la sensazione di aver finalmente compreso largomento, ma nel momento in cui si passa alla pratica, la certezza diventa illusione e il bel sogno sinfrange. Si parla del ki come energia interiore, da non confondere con la forza fisica e muscolare, anche se poi, gli esperti la evidenziano attraverso delle vere e proprie esibizioni di abilità fisica che hanno del miracoloso. Basti pensare ai filmati del fondatore dellaikido, Ueshiba, o a quello di Kyuzo Mifune, 10°dan di judo, per citare due esempi famosi e di facile reperibilità. E innegabile, che nellazione di questi due maestri, ci sia un qualcosa di particolare che va ben aldilà delle consuete capacità fisico-motorie. Anni fa assistetti ad una esibizione di un vecchietto cinese di nome MA FE LONG (*) il quale, in mezzo al parquet del Palalido di Milano (**), si mise a piegare alcuni tondini di ferro, del tipo impiegato nelle costruzioni in cemento armato. Questi erano appoggiati alla gola del vecchietto il quale, senza alcun aiuto, avanzava lentamente fino a piegarli come fossero fatti di burro. La resistenza di quei tondini (nei cantieri vengono piegati con una particolare apparecchiatura), letà del vecchietto (non meno di 70 anni), la sua estrema gracilità e, soprattutto, la semplicità del suo gesto, furono tutti elementi che mi impressionarono parecchio, oltre a suggerirmi, anche in questo caso, la presenza di un'energia inconsueta e insospettabile. Quindi, questo ki esiste, ma dove si trova? Si parla di energia vitale che permea il nostro corpo e lo spazio che ci circonda, praticamente tutto, ma solo alcune persone riescono ad utilizzarla e, soprattutto, a vederla e, forse, é proprio qui il nodo della questione. Ammesso che questa energia esista, il primo problema é appunto quello di riuscire a vederla o, ancor meglio, sentirla. Noi percepiamo il mondo attraverso i nostri sensi e non abbiamo altri strumenti a disposizione, quindi é attraverso essi che dovremmo sentire il ki, ma la cosa non é affatto semplice! Allora, molto probabilmente, le persone citate, Ueshiba, Mifune e il vecchietto, devono avere avuto una percezione superiore alla maggior parte delle persone, ma... come hanno fatto ad acquisirla? Bé, penso proprio attraverso la pratica della propria arte. La pratica delle arti marziali aumenta le capacità percettive e sensoriali dellindividuo? Sono circa trentanni che pratico judo e se dovessi dire che cosa é maggiormente cambiato in me dopo tutto questo tempo, non avrei alcun dubbio a rispondere che sono proprio le capacità sensoriali. Niente paura! Non vedo attraverso i muri, né tantomeno cammino sui carboni ardenti. Solamente, riesco a sentire meglio lenergia dellavversario, alcune volte senza che egli abbia compiuto alcun movimento. Soprattutto nella lotta a terra mi riesce molto più facile percepire lenergia in gioco, seguirla, assecondarla, farla mia ed infine indirizzarla a mio piacimento. |
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